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Il nuovo bando Smart & Start

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E’ ormai in vigore Il decreto del Ministro dello Sviluppo Economico che prevede l’istituzione di un apposito regime di aiuto che mira a sostenere la nascita e lo sviluppo, su tutto il territorio nazionale, di start-up innovative. La circolare del MiSE n. 68032 del 10 dicembre 2014, è finalizzata a fornire ulteriori specificazioni in merito ai requisiti dei piani e delle spese ammissibili per l’accesso alle agevolazioni. Vengono inoltre definite le modalità, le forme e i termini di presentazione delle domande con ulteriori specificazioni sui criteri e sull’iter di valutazione, ai fini dell’accesso alle agevolazioni.

Soggetti beneficiari

Possono beneficiare delle agevolazioni di cui al Decreto, le start-up innovative: a. costituite da non più di 48 mesi dalla data di presentazione della domanda di agevolazione correttamente presentata; b. di piccola dimensione; c. con sede legale e operativa ubicata su tutto il territorio nazionale, fermo restando il possesso, alla data di presentazione della domanda di agevolazione, dell’iscrizione nell’apposita sezione speciale del Registro delle imprese di cui all’articolo 25, comma 8, del decreto-legge n. 179/2012 e della disponibilità di almeno una sede operativa sul territorio italiano che devono essere dimostrate. Possono inoltre richiedere le agevolazioni le persone fisiche che intendono costituire una start-up innovativa, ivi compresi i cittadini stranieri in possesso del visto start-up, purché l’impresa sia formalmente costituita ed iscritta nella sezione speciale del Registro delle imprese, entro e non oltre 60 giorni dalla ricezione della comunicazione di ammissione alle agevolazioni inviata ai soggetti richiedenti dal Soggetto gestore e faccia pervenire la relativa documentazione entro il termine di 90 giorni dalla ricezione della comunicazione suddetta. Se poi la nuova società non verrà costituita nei termini, oppure non rispetterà i requisiti, la domanda di ammissione decadrà.

I piani d’impresa

Sono ammissibili alle agevolazioni i piani d’impresa che:

1. prevedano l'adozione di soluzioni tecniche, organizzative e/o produttive nuove rispetto al mercato di riferimento dell'impresa proponente, anche in chiave di riduzione dell'impatto ambientale;

2. siano funzionali all'ampliamento del target di utenza del prodotto-servizio offerto, rispetto al bacino attualmente raggiunto dagli altri operatori attivi nel medesimo mercato di riferimento e/o nel medesimo settore;

3. prevedano lo sviluppo e la vendita di prodotti-servizi innovativi o migliorativi rispetto ai bisogni dei clienti e/o destinati ad intercettare nuovi bisogni e/o rivolti a innovative combinazioni prodotto-servizio/mercato;

4. propongano l'adozione di modelli di business orientati all'innovazione sociale, anche attraverso l'offerta di prodotti-servizi volti ad intercettare bisogni sociali o ambientali;

5. orientati a sviluppare e/o produrre servizi/prodotti digitali, ovvero adottare tecnologie digitali come elemento abilitante di nuovi processi e/o modelli di business con conseguente miglioramento dell’efficienza gestionale, organizzativa e/o produttiva;

6. orientati alla valorizzazione economica: - degli esiti di progetti/studi/ricerche brevettati, oppure che risultino da un progetto/studio/ricerca, effettuati da soggetti (pubblici o privati) in possesso di titoli e/o qualifiche idonei. - del know-how e/o delle conoscenze tecniche, scientifiche e tecnologiche, maturate dai componenti della compagine nell’ambito del “sistema della ricerca”, opportunamente documentati e dimostrabili.

Le spese ammissibili

Nell’ambito dei piani di impresa sono ammissibili i programmi di investimento aventi a oggetto l’acquisizione di:

a) impianti, macchinari e attrezzature tecnologici, ovvero tecnico-scientifici, funzionali alla realizzazione del progetto;

b) componenti hardware e software funzionali al progetto;

c) brevetti e licenze;

d) certificazioni, know-how e conoscenze tecniche, anche non brevettate, correlate alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa;

e) progettazione, sviluppo, personalizzazione, collaudo di soluzioni architetturali informatiche e di impianti tecnologici produttivi, consulenze specialistiche tecnologiche funzionali al progetto di investimento, nonché relativi interventi correttivi e adeguativi.

Dal 1° Gennaio 2015 cambiano le regole sulle lettere d'intento

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L’art. 20 del D.lgs. semplificazioni fiscali trasferisce in capo al c.d. “esportatore abituale” l’obbligo di informare preventivamente l'Agenzia delle Entrate dei dati contenuti nella lettera d'intento.

Viene mutato l’art. 1, D.L. n. 746/1983 che stabiliva che il fornitore che riceveva dall’esportatore abituale la lettera d’intento per la non applicazione dell’IVA, aveva l’obbligo di comunicare all’Agenzia delle Entrate, per via telematica, i dati contenuti nella lettera d’intento.

Decorrenza dal 01/01/2015

Il trasferimento dell’onere sull’esportatore abituale di comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati contenuti nelle lettere d’intento decorre per le operazioni senza applicazione dell’imposta da effettuare a decorrere dal 1° gennaio 2015.

L'Agenzia delle Entrate dovrà rilasciare apposita ricevuta con l'indicazione dei dati contenuti nella lettera di intento trasmessa dall'esportatore abituale, che consegna al proprio fornitore o prestatore, ovvero in dogana (per le importazioni), la lettera di intento trasmessa all'Agenzia delle Entrate, assieme alla copia della ricevuta di presentazione della stessa.

Obblighi del fornitore

Il fornitore, ricevuta la documentazione, avrà l’obbligo, prima di emettere fattura in sospensione d’imposta, di controllare telematicamente l'avvenuta comunicazione alle Entrate da parte dell'esportatore abituale della lettera d'intento.

Se il fornitore emette fattura in sospensione d’imposta senza effettuare tale controllo, o comunque poco prima della ricezione della lettera d’intento e al successivo riscontro della ricevuta di avvenuta presentazione all'Agenzia delle Entrate, è punito con la sanzione amministrativa che va dal 100% al 200% dell’imposta non applicata. Viene previsto inoltre che in sede dichiarativa il fornitore/prestatore (oltre alla verifica dei documenti ricevuti) dovrà riepilogare i dati contenuti nelle dichiarazioni d'intento ricevute per ogni singolo esportatore abituale.

Comunicazione a carico del fornitore nel modello IVA 2016

Il modello di Dichiarazione IVA 2016 (periodo d’imposta 2015) pertanto dovrà essere adeguato per fornire le suddette informazioni.

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