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Prossime le istruzioni INPS per le assunzioni agevolate

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            Gli incentivi introdotti dalla Riforma Fornero (art. 4, c. 8-11, L. n. 92/2012) che concede uno sgravio contributivo del 50% dei contributi a carico del datore di lavoro per l’assunzione di lavoratori over 50, disoccupati da oltre dodici mesi, e di donne di qualunque età, prive di impiego da almeno 24 mesi ovvero prive di impiego da almeno sei mesi e appartenenti a particolari aree.

A chiarirlo è l’INPS con il messaggio n. 111, fornendo importanti indicazioni operative per il godimento dell’incentivo in questione.

Soggetti interessati

L’incentivo riguarda: uomini o donne over 50 e “disoccupati da oltre dodici mesi”; donne di qualsiasi età, residenti in aree svantaggiate e “prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi”; donne di qualsiasi età, con una professione o di un settore economico caratterizzati da un’accentuata disparità occupazionale di genere e “prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi”; donne di qualsiasi età, ovunque residenti e “prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno ventiquattro mesi”.

Misura dell’incentivo

L’incentivo spetta in caso di:

-          assunzioni a tempo indeterminato

-          assunzioni a tempo determinato;

-          trasformazioni a tempo indeterminato di un precedente rapporto agevolato.

-          assunzioni a tempo parziale e per scopo di somministrazione;

-          rapporti di lavoro subordinato instaurati in attuazione del vincolo associativo stretto con una cooperativa di lavoro, ai sensi della L. n. 142/2001.

Esclusioni

Sono esclusi  i rapporti di lavoro domestico, intermittente, ripartito e accessorio.

Durata

L’incentivo vale per un massimo di 12 mesi in caso di assunzione a tempo determinato, che sale a 18 mesi per assunzioni a tempo indeterminato. L’incentivo spetta anche in caso di proroga del rapporto effettuata in conformità alla disciplina del rapporto a tempo determinato, fino al limite complessivo di dodici mesi.

Condizioni

 Affinché il datore di lavoro possa godere dell’incentivo in questione è necessario:

- essere in regola con l’adempimento degli obblighi contributivi;

- osservare le norme poste a tutela delle condizioni di lavoro;

- rispettare gli accordi e contratti collettivi nazionali nonché di quelli regionali, territoriali o aziendali, laddove sottoscritti, stipulati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale;

- applicare i principi stabiliti dall’art. 4, c. 12, 13 e 15, della L. n. 92/2012;

- rispettare le condizioni generali di compatibilità con il mercato interno, previste dagli art. 1 e 40 del regolamento (CE) n. 800/2008 della Commissione del 6 agosto 2008.

Istanza

Per fruire dell’incentivo tutti i datori di lavoro interessati devono inoltrare all’INPS il modulo di istanza on-line “92-2012", che verrà messo a breve a disposizione sul sito dell’INPS (www.inps.it) all’interno del cassetto previdenziale “Aziende”. Da notare che la comunicazione deve essere presentata prima dell’invio della denuncia contributiva ove viene indicata la contribuzione agevolata. Entro il giorno successivo all’inoltro, i sistemi informativi centrali effettuano alcuni controlli formali e attribuiscono un esito positivo o negativo alla comunicazione. Successivamente l’INPS effettuerà, in sede di verifica amministrativa, i necessari controlli circa la sussistenza effettiva dei presupposti dell’incentivo, secondo modalità che verranno rese note alle Sedi con successive disposizioni interne. Ai fini Uniemens, i datori di lavoro dovranno denunciare il lavoratore valorizzando nell’elemento individuale “TipoContribuzione” il codice “55” che assume il nuovo significato di “lavoratore assunto ai sensi dell’art. 4, commi 8-11, della legge 92/2012”. In

particolare, per i periodi di spettanza dell’agevolazione, compresi tra gennaio e luglio 2013, il datore di lavoro potrà recuperare la differenza tra la contribuzione versata in misura intera e la contribuzione agevolata, valorizzando all’interno dell’elemento “Denuncia individuale”, “Dati retributivi”, “AltreACredito”, “CausaleACredito” il nuovo codice “L431” avente il significato di “Rec. Contr.art. 4, commi 8-11, della legge 92/2012” e nell’elemento “ImportoACredito” il relativo importo.

Tale recupero potrà essere effettuato mediante esposizione nella denuncia Uniemens entro tre mesi a decorrere dal periodo di paga di agosto 2013.

Prorogate all' 8 Luglio le scadenze fiscali di Unico 2013

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      Ad  eccezione dell’acconto IMU 2013 che resta fissato per Lunedì 17 Giugno 2013 il  M.E.F. ha previsto il differimento all’ 8 Luglio p.v. per l’assolimento delle imposte derivanti da Unico 2013.

      Tale proroga resta appannaggio dei soli contribuenti, sia persone fisiche che non (società di persona, Associazioni tra professionisti e società di capitale etc...) , che svolgono attività d’impresa o professionali “coperte” dagli studi di settore, indipendentemente dall’esistenza di cause di esclusione e inapplicabilità; e che dichiarano ricavi o compensi non superiori al limite, attualmente di poco superiore ai 5 milioni di euro.

            Nella proroga suddetta rientrano anche i nuovi minimi che, dal canto loro, non sono sottoposti al calcolo di Gerico.

            Il decreto di proroga “in corso di pubblicazione” sposta, così, per i soggetti interessati le scadenze di versamento per Irpef/Ires e Irap:

- dal 17 giugno al prossimo 8 luglio; entro questa data si pagherà senza nessuna maggiorazione,

- dal 9 luglio al 20 agosto sarà possibile pagare con l’applicazione dello 0,40% in più.

    Sempre per i contribuenti interessati la proroga “copre” anche i versamenti riguardanti la cedolare secca sugli affitti ma anche le imposte sui patrimoni detenuti all’estero, vale a dire l’Ivie per quanto concerne le priorità immobiliari e l’Ivafe che si applica, invece, alle attività finanziarie in territorio straniero.

 

No alle fatturazioni generiche

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La sentenza 6527/13 della Cassazione evidenzia che se le fatture emesse da uno studio associato risultano troppo generiche l’Agenzia delle Entrate è legittimata ad elevare l’accertamento induttivo.

La fattispecie

E’ stato accolto  ricorso dell’Agenzia delle Entrate, proposto avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Basilicata che ha annullato l’avviso di accertamento, emesso ai fini IVA e IRAP per il 1999, a carico di uno studio associato di ragionieri.  A parere della Commissione tributaria Regionale, il metodo induttivo utilizzato dall’Ufficio non era corretto perché la contabilità era regolare. Né poteva essere invocato il tariffario professionale, posto che i contribuenti venivano pagati con importi inferiori..

 

Il vizio di motivazione.

 

In terzo grado l’Ufficio ha denunciato vizi di motivazione, non avendo la CTR enunciato adeguatamente il proprio convincimento, tenuto conto: che le fatture erano del tutto generiche, poiché prive della natura delle prestazioni, del periodo e dell’importo; che in sede di verifica il saldo di cassa era stato riscontrato negativo dagli ispettori; che i compensi erano stati determinati secondo il minimo della tariffa professionale e che le dichiarazioni di alcuni clienti erano posteriori all’accertamento e comunque irrilevanti visto il divieto di prova testimoniale. Pertanto, il metodo analitico – induttivo prescelto si era basato su presunzioni, gravi, precise e concordanti.

 

Fatture troppo generiche

La rilevazione avanzata dall’ Agenzia delle Entrate è stata condivisa dalla Suprema Corte secondo cui  l'omessa indicazione nelle fatture dei dati prescritti dall'art. 21 del D.P.R. n. 633 del 1972, integra quelle gravi irregolarità che, ai sensi dell'art. 39 del D.P.R. n. 600 del 1973, legittimano l’Amministrazione Finanziaria a ricorrere all'accertamento induttivo del reddito imponibile.

 

Libera scelta nella tipologia di accertamento.

 

Peraltro in tema di accertamento delle imposte sui redditi, rientra nel potere dell’Amministrazione Finanziaria, nell'ambito della previsione di legge, di scegliere il metodo di accertamento da utilizzare nel caso concreto e, pertanto, parte contribuente, in assenza di peculiarità pregiudizievoli, non ha titolo a dolersi della scelta operata, come nel caso in esame.  In conclusione, la Suprema Corte ha annullato la sentenza di secondo grado, con rinvio, per nuovo esame, ad altra sezione della CTR Basilicata, che si dovrà uniformare ai principi di diritto enunciati.

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