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Attenzione alla compilazione della "scheda carburante"

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La sentenza.

La Corte di Cassazione, con la sentenza 15 marzo 2013, n. 6606 ha evidenziato che l’IVA per le schede carburante è detraibile solo se queste sono compilate in ogni loro parte e debitamente sottoscritte. Le presunzioni semplici, purché gravi, precise e concordanti e, quindi, anche la documentazione extracontabile, legittimano l’accertamento induttivo.

La fattispecie.

Un Consorzio per l’anno d’imposta 1996 impugnava un avviso di accertamento a seguito di un accesso dell GDF. La Guardia di Finanza aveva rilevato la sovrafatturazione di costi per attività di trasporto da parte dei soci, in relazione al maggior importo chilometrico indicato rispetto al numero dei chilometri risultante dai fogli di viaggio e dal controllo dei dischi cronotachigrafi. I verificatori avevano pure rilevato la sovrafatturazione per tariffa chilometrica dei soci che noleggiavano autocarri dal Consorzio, l’esistenza di schede carburante compilate in malo modo e la fatturazione di spese di manutenzione relative ai mezzi noleggiati.

La legittimità dell’accertamento

Sia la CTP che la CTR avevano parzialmente annullato l’accertamento, ritenendolo non sufficientemente motivato. L’Agenzia delle Entrate, pertanto, ricorreva in cassazione. La Corte ha ritenuto la censura fondata ed ha cassato la sentenza di secondo grado, decidendo la causa nel merito.

I fogli di viaggio quali elementi extracontabili probatori .

Ad avviso della Corte di Cassazione, la CTR ha sbagliato nel non riconoscere valore probatorio alla documentazione extracontabile, ovvero, ai fogli di viaggio, ai dati dei tachigrafi, agli itinerari risultanti dalle bolle di accompagnamento etc. che l’ Agenzia delle Entrate ha posto a base dell’accertamento. Così facendo il giudice di merito è incorso nel duplice vizio di falsa applicazione dell’art. 39, comma primo, lett. d), D.P.R. n. 600/1973, avendo, da un lato, presupposto che le presunzioni semplici non potessero essere idonee a sorreggere l’accertamento induttivo, in assenza di controprova del Consorzio, dall’altro, escluso il valore che invece la giurisprudenza attribuisce alla documentazione extracontabile.

L’onere della prova in capo al contribuente.

La Corte ha ritenuto plausibile che la “contabilità in nero”, costituita da appunti personali e informazioni dell'imprenditore, rappresenta un valido elemento indiziario, dotato dei requisiti di gravità, precisione e concordanza prescritti dall'art. 39 del D.P.R., n. 600/1973, dovendo ricomprendersi tra le scritture contabili disciplinate dagli articoli 2709 e seguenti C.c. tutti i documenti che registrino, in termini quantitativi o monetari, i singoli atti d'impresa, ovvero rappresentino la situazione patrimoniale dell'imprenditore e il risultato economico dell'attività svolta. Ne consegue che detta “contabilità in nero”, per il suo valore probatorio, legittima di per sé, e a prescindere dalla sussistenza di qualsiasi altro elemento, il ricorso all'accertamento induttivo, “incombendo al contribuente l'onere di fornire la prova contraria, al fine di contestare l’atto impositivo notificatogli”.

Detrazione IVA e deduzione IRES

Per quanto attiene le schede carburante considerate illegittimamente realizzate, la Corte ha dato continuità all’orientamento in base al quale, in tema di IVA, la possibilità di detrarre dall’imposta dovuta quella assolta per l’acquisto di carburanti destinati ad alimentare i mezzi impiegati per l’esercizio dell'impresa è subordinata al fatto che le dette schede, che l’addetto alla distribuzione è tenuto a rilasciare, siano complete in ogni loro parte e debitamente sottoscritte. Il mkedesimo principio è stato affermato con riguardo all' IRES. La facoltà, pertanto, di dedurre dall'imposta dovuta quella assolta per l’acquisto dei carburanti destinati ad alimentare i mezzi impiegati per l'esercizio dell'impresa è subordinata al fatto che le schede carburante siano complete in ogni loro parte e debitamente sottoscritte, senza che l’adempimento, a tal fine disposto, ammetta equipollente alcuno e indipendentemente dall’avvenuta contabilizzazione dell’operazione nelle scritture dell’impresa.

In gazzetta ufficiale il regolamento sulle Società tra professionisti

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Finalmente il regolamento attuativo sulle società tra professionisti verrà pubblicato a breve in Gazzetta Ufficiale.

Dopo il parere positivo del Consiglio di Stato e la firma da parte dei Ministeri della Giustizia e dello Sviluppo Economico, e dopo il passaggio formale alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, si attende ora l’approvazione della Corte dei Conti.

Si darà, pertanto, attuazione alla possibilità di costituire società “per l’esercizio di attività professionali regolamentate nel sistema ordinistico” in forma di società di persone, di capitali e cooperative con almeno 3 soci, contenuta all’art. 10, commi 3-11 della L. 183/2011.

Restano ovviamente ancora in vigore le norme in materia di associazioni professionali e le società tra professionisti costituite secondo modelli esistenti anteriormente alla L. 183/2011 (quali, ad esempio, le società di ingegneria). Sono escluse, inoltre, dalla nuova normativa, le società tra avvocati – la cui regolamentazione è demandata dalla recente L. 247/2012 ad un apposito DLgs. sulla base dei principi e criteri direttivi contenuti all’art. 5, comma 2 della stessa legge – così come non può costituire oggetto di attività in forma societaria lo svolgimento di “pubbliche funzioni, quali quella notarile”.

Un altro importante nodo ancora da sciogliere riguarda la disciplina dei  profili fiscali e previdenziali.

Il regolamento che disciplina le Società tra Professionisti  è suddiviso in 4 Capi ovvero:

  1. Disposizioni generali;
  2. Conferimento ed esecuzione dell’incarico professionale;
  3. Partecipazione alla società tra professionisti;
  4. Iscrizione all’Albo professionale e regime disciplinare.

Per i progressivi IVA è sufficiente l'indicazione della data sul documento

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L’Agenzia Delle Entrate ha precisato che è compatibile con l’identificazione univoca prevista dalla formulazione attuale della norma, qualsiasi tipologia di numerazione progressiva che garantisca l’identificazione univoca della fattura, se del caso, anche mediante riferimento alla data della fattura stessa.

 

L’Agenzia con la Risoluzione n.1/2013 del 10 gennaio 2013 chiarisce cosa si debba intendere per numero progressivo che identifichi la fattura in “modo univoco”.

 

Si riportano di seguito le soluzioni adottate dall’Agenzia delle Entrate:

Soluzione 1:

Numerazione ininterrotta negli anni partendo da 1

A decorrere dal 1° gennaio 2013, può essere adottata una numerazione progressiva che, partendo dal numero 1, prosegua ininterrottamente per tutti gli anni solari di attività del contribuente, fino alla cessazione dell’attività stessa.

Tale numerazione progressiva è idonea a identificare in modo univoco la fattura, in considerazione della irripetibilità del numero di volta in volta attribuito al documento fiscale.

Soluzione 2:

Continuando la numerazione partendo dall’ultimo progressivo dell’anno 2012

 

La numerazione progressiva dal 1° gennaio 2013 può anche iniziare dal numero successivo a quello dell’ultima fattura emessa nel 2012. Anche in tal caso la tipologia di numerazione progressiva adottata consente l’identificazione in modo univoco della fattura, ancorché la numerazione non inizi da 1.

Soluzione 3:

Numerazione per anno solare come in passato o con indicazione della’anno.

Qualora risulti più agevole, si può continuare ad adottare il sistema di numerazione progressiva per anno solare, in quanto l’identificazione univoca della fattura è, anche in tal caso, comunque garantita dalla contestuale presenza nel documento della data che, in base alla lettera a) del citato articolo 21, costituisce un elemento obbligatorio della fattura.

Ad esempio, fermo restando l’obbligo di indicare in fattura la data, l’Agenzia ritiene ammissibili le seguenti modalità di numerazione progressiva all’interno di ciascun anno solare: Fatt. n. 1, Fatt. n. 2 , Fatt. n. 1/2013 (oppure n. 2013/1), Fatt. n. 2/2013 (oppure n. 2013/2).

 

I sezionali IVA

Nel caso di adozione di registri IVA sezionali le predette soluzioni dovranno essere applicate per ogni serie di numerazione, individuate da una specifica lettera dell’alfabeto.

Il contribuente che utilizza due registri sezionali per le fatture emesse può adottare la seguente numerazione:

 

Soluzione 1:

Partendo da n.1/A e n.1/B e proseguendo per gli anni solari successivi con tale numerazione.

Soluzione 2:

Proseguendo con la numerazione del 2012: n. 400/A n. 520/B n. 401/A n. 521/B n. 402/A n. 522/B.

 

Soluzione 3:

Adottando il vecchio sistema o aggiungendo il riferimento all’anno:

- Sezionale A: n. 1/2013/A o n.1/A (dato che la data fattura identifica la stessa);

- Sezionale B: n. 1/2013/B o n.1/B (dato che la data fattura identifica la stessa).

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 14 Gennaio 2013 22:01

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