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Le attività escluse dai contratti di lavoro a progetto

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L’elenco delle attività non conciliabili col lavoro a progetto

 

È di prossima pubblicazione un l’elenco delle attività lavorative che non possono essere inquadrate come rapporti di co.co.pro.

Se un’ azienda utilizza il contratto di collaborazione a progetto per le predette categorie potrà rischiare la trasformazione del contratto a tempo indeterminato da parte del personale ispettivo in contratti di lavoro subordinato. A ribadirlo è il Ministero del Lavoro con la circolare n. 29 dell’11 dicembre 2012.

 

Lavorazioni escluse dal lavoro a progetto

 

Le attività lavorative difficilmente inquadrabili nell’ambito di un genuino rapporto di co.co.pro. sono:

addetti alla distribuzione di bollette o alla consegna di giornali, riviste ed elenchi telefonici;

addetti alle agenzie ippiche;

addetti alle pulizie; autisti e autotrasporto;

baristi e camerieri;

commessi e addetti alle vendite;

custodi e portieri;

estetiste e parrucchieri;

facchini;

istruttori di autoscuola;

letturisti di contatori;

magazzinieri;

manutentori;

muratori e qualifiche operaie dell’edilizia;

piloti e assistenza di volo;

prestatori di manodopera nel settore agricolo;

addetti alle attività di segretaria e terminalisti;

addetti alla somministrazione di cibi o bevande;

prestazione rese nell’ambito di call center per servizi c.d. “in bound”.

Il contenuto giuridico del lavoro a progetto

 

La circolare ministeriale affrontata anche la delicata questione del progetto, che resta l’elemento fondamentale a cui ricondurre i rapporti di co.co.co. sottoscritti successivamente al 18 luglio 2012 (data di entrata in vigore della Riforma del Lavoro).

La nuova disciplina impone che: “i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa devono essere riconducibili ad uno o più progetti specifici determinati dal committente e gestiti autonomamente dal collaboratore” e non più, come nella precedente formulazione, anche a “programmi di lavoro o fasi di esso”.

Viene evidenziato, inoltre, che il progetto: sia funzionalmente indirizzato a un determinato risultato finale, che deve essere indicato nel contratto individuale stipulato fra le parti; non consista in una mera riproposizione dell’oggetto sociale del committente; non comporti lo svolgimento di compiti meramente esecutivi o ripetitivi, che possono essere individuati dai contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale; deve indicare il risultato finale che s’intende conseguire; salvo che per prestazioni di elevata professionalità, l’attività non sia resa con modalità analoghe a quelle svolte dai dipendenti del committente.

 

La determinazione economica del compenso

In tema di compenso viene chiarito che esso, oltre ad essere proporzionato alla quantità e qualità dell’attività svolta,“non può essere inferiore ai minimi stabiliti in modo specifico per ciascun settore di attività (…) in ogni caso sulla base dei minimi salariali applicati nel settore medesimo alle mansioni equiparabili svolte dai lavoratori subordinati, dai contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dai datori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, a livello interconfederale o di categoria ovvero, su loro delega, ai livelli decentrati”.

Il profilo sanzionatorio

 

In termini di sanzioni è prevista, in sede di verifica, la costituzione di un rapporto di lavoro di natura subordinata a tempo indeterminato in caso di mancata individuazione del progetto.

Particolare è il caso del collaboratore a progetto che esegue le prestazioni in maniera non autonoma, bensì con modalità analoghe a quelle dei lavoratori subordinati; in questo caso, opera una presunzione relativa di subordinazione, suscettibile di prova contraria da parte del committente, il quale potrà quindi dimostrare in giudizio la genuinità della collaborazione.

La presunzione non opera invece per le prestazioni di elevata professionalità meglio declinate dalla contrattazione collettiva comparativamente più rappresentativa sul piano nazionale mediante specifiche clausole

Nuove modifiche alla Legge di Stabilità

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Il disegno di legge di “Stabilità” stazionante in Commissione Bilancio, rispetto alle prime stesure, subirà una serie importante di modifiche prima del varo.

Di seguito si vanno a riepilogare le variazioni più importanti:

1) IRPEF

-       Saranno previste maggiori detrazioni per i filgi a carico più precisamente ci sarà uno sconto di 1.220 euro sui figli a carico sotto i tre anni, mentre per gli altri lo sconto si ferma a 950 euro. Aumentati inoltre gli sconti aggiuntivi per i figli portatori di handicap.

-       Non verrà più applicata la franchigia di 250 euro per gli oneri deducibili dal reddito Irpef e per quelli detraibili dall'imposta e viene eliminato anche il tetto di 3mila euro delle spese detraibili per ciascun periodo     d'imposta.

-       L'esenzione Irpef per le pensioni di guerra, non si applicherà se gli emolumenti verranno percepiti, a titolo di reversibilità, da soggetti titolari di reddito complessivo superiore a 15mila euro.

-       Le snc, le sas e le srl agricole ritorneranno alla tassazione in base alla differenza dei costi e dei ricavi dal 2013 e non da quest'anno, come invece era previsto dal testo originario della legge di stabilità. Gli acconti d'imposta per il 2013 dovranno essere rideterminati sulla base del bilancio e non con riferimento ai redditi catastali. Ditte individuali e società semplici continueranno la determinazione il reddito sulla base dei criteri catastali.

-       La rivalutazione dei redditi dominicali e agrari dei terreni del 15% si applicherà dal 2013 e non da quest'anno, come previsto dall'originario testo della legge di stabilità. La rivalutazione del 15% è ridotta al 5% se i terreni sono posseduti e coltivati da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali.

2) IVA

Dal 1 Luglio 2013 l’aliquota base IVA aumenterà dal 21% al 22% resterà invariata l’aliquota Iva del 10% e quella del 4%.

Dal 1° gennaio 2013 la gestione individuale di portafogli titoli, non sarà esente da Iva, e sui relativi corrispettivi si dovrà applicare l'imposta, come oggi accade per i servizi di custodia e amministrazione. Per evitare di perdere l'Iva sugli acquisti relativi ai servizi di gestione individuale di portafogli, l'emendamento prevede che dal 1° gennaio 2013 sarà possibile optare per l'applicazione separata dell'Iva, ai sensi dell'articolo 36 del D.P.R.

3) IRAP

Deduzione per incremento occupazionale

Dal 2014 sarà aumentata la deduzione dalla base imponibile Irap cosiddetta del “cuneo fiscale”, collegata al costo del personale dipendente assunto a tempo indeterminato.

La deduzione si applicherà a tutti i soggetti passivi Irap, tranne che alle amministrazioni pubbliche e alle imprese operanti in concessione e a tariffa nei settori dell'energia, dell'acqua, dei trasporti.

Fino al periodo d'imposta 2013, questa deduzione prevede che per ogni dipendente assunto a tempo indeterminato si possa dedurre il 100% dei contributi assistenziali e previdenziali, oltre che un importo forfettario, su base annua, pari a:

-  4.600 euro (aumentato a 10.600 euro per i lavoratori di sesso femminile nonché per quelli di età inferiore ai 35 anni)

- 9.200 euro (15.200 euro per donne e giovani), se i lavoratori sono impiegati in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Deduzione Base IRAP

Dal 2014 dovrebbe aumentare la deduzione dalla base imponibile Irap per tutti i soggetti passivi Irap, diversi dalle amministrazioni pubbliche. Lo sconto fiscale ritornerebbe così ai livelli previsti prima del 1° gennaio 2008. La deduzione si dovrebbe applicare indipendentemente dal valore della produzione, ma solo se si ha una base imponibile Irap inferiore a 180.999,91 euro. Gli importi di deduzione dovrebbero aumentare al calare della base imponibile.

La nuova legge di stabilità dovrebbe aumentare dal 2014 la deduzione base: da 4.600 euro a 7.500 euro (da 10.600 euro a 13.500 euro per donne e giovani); la deduzione per le regioni del sud è stata portata da 9.200 euro a 15mila euro, (da 15.200 euro a 21.000 euro per donne e giovani).

4)      L'IVIE (imposta sul valore degli immobili detenuti all'estero) e l'IVAFE (imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all'estero) saranno applicabili dal 2012 e non dal 2011.

Le imposte già versate per il 2011, quindi, saranno considerate in acconto di quelle dovute per il 2012.

L'Ivie e l'Ivafe, inoltre, verranno riscosse come l'Irpef, cioè pagando anche le due rate di acconto (al 16 giugno e al 30 novembre di ogni anno). Per l'Ivafe, l'importo fisso di 34,20 euro si applicherà per tutti i conti correnti e i libretti di risparmio detenuti all'estero, a prescindere dal fatto che siano detenuti o meno in Paesi dell'Unione europea o in Paesi aderenti allo Spazio economico europeo che garantiscono un adeguato scambio di informazioni. In precedenza, quest'ultima condizione era necessaria per applicare la misura fissa di 34,20 euro.

I nuovi limiti sulla deducibilità delle autovetture

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Dal 2013 verrà modificata la deducibilità limitata delle spese e degli altri componenti negativi dal reddito di impresa, arti e professioni relativamente ai mezzi di trasporto amotore indicati nell’art. 164 del T.U.I.R portandola dal 40% al 27,5%.

Si fa osservare, inoltre, che è alle porte una nuova variazione della percentuale di deducibilità, in quanto nel disegno della Legge di Stabilità 2013 è previsto che a partire dal periodo d'imposta 2013 i costi relativi alle auto delle imprese siano deducibili nella misura del 20% e non più del 27,5%.

Considerando che il trattamento Iva rimarrà immutato si riporta di seguito un quadro sinottico delle nuovi limiti di deducibilità a decorrere dal 2013.

Fattispecie                             Ammortamento veicolo

Fino al 31/12/2012

Tassisti                                   100%

Agenti di commercio             80%  (nei limiti di € 25.822,84)

Imprese e professionisti         40% (nei limiti di € 18.075,99)

Uso promiscuo dipendenti     90%

Fattispecie                             Ammortamento veicolo

Dallo 01/01/2013

Tassisti                                   100%

Agenti di commercio             80%   (nei limiti di € 25.822,84)

Imprese e professionisti         20% (nei limiti di € 18.075,99)

Uso promiscuo dipendenti     70%

Fattispecie                             Leasing

Fino al 31/12/2012

Tassisti                                   100%

Agenti di commercio             80%

Imprese e professionisti         40%

Uso promiscuo dipendenti     90%

Fattispecie                             Leasing

Dallo  01/01/2013

Tassisti                                   100%

Agenti di commercio             80%   (senza limiti)

Imprese e professionisti         40%   (senza limiti)

Uso promiscuo dipendenti     90%  (senza limiti)

Fattispecie                             Noleggio

Fino al 31/12/2012

Tassisti                                   100%

Agenti di commercio             80% (nel limite di € 3.165,20)

Imprese e professionisti         40% (nel limite di € 3.165,20)

Uso promiscuo dipendenti     90% (senza limiti)

Fattispecie                             Noleggio

Dallo 01/01/2013

Tassisti                                   100%

Agenti di commercio             80%   (nel limite di € 3.165,20)

Imprese e professionisti         20%   (nel limite di € 3.165,20)

Uso promiscuo dipendenti     70%   (senza limiti)

Fattispecie                             Esercizio automezzi

Fino al 31/122012

Tassisti                                   100%

Agenti di commercio             80%

Imprese e professionisti         40%

Uso promiscuo dipendenti     90%

Fattispecie                             Esercizio automezzi

Dallo 01/01/2013

Tassisti                                   100%

Agenti di commercio             80%

Imprese e professionisti         20%

Uso promiscuo dipendenti     70%

Ultimo aggiornamento Venerdì 16 Novembre 2012 18:14

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