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La fattura elettronica verso la Pubblica Amministrazione

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A decorrere dal 06/06/2014 è obbligatorio per i soggetti che intrattengono rapporti con enti pubblici di procedere alla fatturazione elettronica nei loro confronti. Gli enti pubblici interessati a ricevere la fattura elettronica sono Ministeri, Agenzie fiscali ed Enti previdenziali e assistenziali, gli obblighi introdotti dall’art. 1, commi da 209 a 214 della Legge 24 dicembre 2007, n. 244. Per gli altri enti della P.A. l’obbligo sarebbe dovuto decorrere dal 6 giugno 2015, ma l’art. 25 del D.L. 24 aprile 2014 n. 66 ha anticipato l’adempimento alla data del 31 marzo 2015.

Di seguito si riporta l’informativa diramata dall’Agenzia delle Entrate:

“….A partire da oggi (06 Giugno 2014) le pubbliche amministrazioni che, volontariamente e sulla base di specifici accordi con i propri fornitori, decidono di aderire al Sistema di Interscambio (SdI) gestito dall’Agenzia delle Entrate possono iniziare a ricevere le fatture in formato elettronico. Secondo il calendario contenuto nel Dm n. 55/2013, dopo questa prima fase di sei mesi, dal 6 giugno 2014 la fatturazione elettronica sarà obbligatoria nei confronti di Ministeri, Agenzie fiscali ed Enti di previdenza, che non potranno più accettare fatture in formato cartaceo. A seguire, dal 6 giugno 2015, l’obbligo scatterà per tutte le altre amministrazioni ad eccezione delle amministrazioni locali la cui data di attivazione verrà fissata con un apposito decreto. Cos’è il Sistema di Interscambio

- Il Sistema di Interscambio è l’infrastruttura gestita dall’Agenzia delle Entrate che permette la trasmissione delle fatture elettroniche. Le modalità di funzionamento dello SdI sono state definite con il Dm n. 55 del 3 aprile 2013 e sono disponibili per la consultazione sul sito www.fatturapa.gov.it. Le tappe del percorso digitale

La fatturazione elettronica obbligatoria per le pubbliche amministrazioni, introdotta dalla Legge n. 244/2007 (Finanziaria 2008), è uno dei tre progetti strategici per l’attuazione dell'Agenda digitale italiana, e il primo in ordine di realizzazione. Da oggi il Sistema d’Interscambio può essere utilizzato dalle amministrazioni pubbliche, volontariamente e sulla base di specifici accordi con i propri fornitori, per iniziare a ricevere le fatture in formato elettronico. La procedura sarà invece obbligatoria, a partire dal 6 giugno 2014, per Ministeri, Agenzie fiscali ed enti nazionali di previdenza sociale individuati nell’elenco annuale pubblicato dall’Istat. Dal 6 giugno 2015 lo sarà per tutte le rimanenti amministrazioni pubbliche che non potranno più accettare fatture emesse o trasmesse in forma cartacea. Fanno eccezione le Pubbliche Amministrazioni Locali, per le quali, le date di decorrenza degli obblighi saranno definite in un Decreto Ministeriale in corso di emanazione. A partire dai tre mesi successivi a queste date, le Pa non potranno effettuare nessun pagamento, nemmeno parziale, fino all’invio delle fatture in formato elettronico…”

E’ tuttavia previsto un periodo transitorio in cui la P.A. potrà accettare fatture cartacee. Amministrazioni ed enti pubblici, infatti, nei tre mesi successivi alla data di entrata in vigore del nuovo adempimento potranno accettare fatture tradizionali emesse antecedentemente a tale data. In pratica da oggi per tutto il prossimo trimestre Ministeri, Enti previdenziali e Agenzie fiscali potranno accettare e pagare, anche solo parzialmente, fatture cartacee emesse prima del 6 giugno. Nel documento di prassi è spiegata anche la ratio sottostante alla scelta di concedere un periodo transitorio. La trasmissione della fattura in formato cartaceo non può, evidentemente, essere istantanea. Per tale motivo dal momento della spedizione (solitamente a mezzo posta ordinaria) al momento della ricezione trascorreranno diversi giorni. A ricezione avvenuta sarà inoltre posto in essere un iter amministrativo di verifica del contenuto della fattura, che comporterà un ulteriore dispendio di tempo. È bene tuttavia evidenziare che, terminato il trimestre di transizione, le vecchie fatture non saranno più accettate e i fornitori non potranno più sperare nel pagamento.

Per ulteriori approfondimenti da parte dei clienti interessati si può consultare il sito ministeriale ad hoc al seguente indirizzo:

http://www.fatturapa.gov.it/export/fatturazione/it/fattura_PA.htm

Nonché la circolare nr 18 E allegata alle circolari nel presente sito.

Entro il 28 Febbraio parte la "rottamazione" delle Cartelle Equitalia

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La legge di stabilità 2014, n. 147/13, ha disposto che entro il prossimo 28 febbraio i contribuenti possano pagare in un’unica soluzione le cartelle e gli avvisi di accertamento esecutivi la cui riscossione, entro la data del 31 ottobre 2013, era stata affidata a Equitalia. Il pagamento avverrà senza interessi di mora né interessi di ritardata iscrizione a ruolo.

Contenuti dell’agevolazione 

Il soggetto incaricato della riscossione (Esattoria) permetterà al contribuente di pagare cartelle o avvisi senza interessi di mora. Il contribuente potrà effettuare il versamento senza aggiungere alla somma da pagare gli interessi di mora. Questi ultimi sono  rappresentati da quegli interessi che maturano a partire dalla data in cui la cartella viene notificata e qualora la stessa non venga pagata entro i 60 giorni previsti. L’agevolazione si amplia poi per le cartelle e gli avvisi emessi per conto dell'Agenzia delle Entrate, che si riferiscono a entrate erariali. In questi casi, infatti non si paga neanche il tributo inerente gli interessi per ritardata iscrizione a ruolo, che sono indicati nella cartella di pagamento e nell'estratto di ruolo.  

 Quali tributi rientrano nell’agevolazione

Non tutti i tributi rientrano nella nella stessa misura.

Viene infatti chiarito che le entrate erariali come l’Irpef e l’Iva beneficiano integralmente dello stralcio degli interessi, mentre per le entrate non erariali come il bollo dell’auto e le multe per violazione al codice della strada l’agevolazione è limitata agli interessi di mora.

Si sottolinea inoltre che non è impedita la definizione agevolata in presenza di rateizzazioni, sospensioni giudiziali o altre situazioni particolari. Sono invece espressamente escluse dalla previsione le somme dovute per effetto di sentenze di condanna della Corte dei Conti, i contributi richiesti dagli enti previdenziali (Inps, Inail), i tributi locali non riscossi da Equitalia e le richieste di pagamento di enti diversi da quelli ammessi.

In sintesi sono agevolabili i seguenti ruoli:

 -     entrate erariali come l’Irpef , l’Iva, l’Irap     

SÌ (interessi di mora + interessi per ritardata iscrizione a ruolo)

-       entrate non erariali come il bollo dell’auto e le multe per violazione al codice della strada

SÌ ma l’agevolazione è limitata agli interessi di mora.

rateizzazioni, sospensioni giudiziali o altre situazioni particolari

SÌ ma l’agevolazione è limitata agli interessi di mora.

somme dovute per effetto di sentenze di condanna della Corte dei Conti

NO

i contributi richiesti dagli enti previdenziali (Inps, Inail)

NO

i tributi locali non riscossi da Equitalia

NO

le richieste di pagamento di enti diversi da quelli ammessi

Tutti i suddetti tributi debbono essere inseriti nelle cartelle e gli avvisi di accertamento esecutivi affidati entro il 31 ottobre 2013 a Equitalia per la riscossione.

Termini e modalità di pagamento  

La data di scadenza dei pagamenti è posta al prossimo 28 febbraio. Entro quel giorno i contribuenti che vorranno usufruire dell’agevolazione, dovranno versare “il residuo del debito (al netto degli interessi non dovuti), l'aggio, le spese di notifica e quelle per eventuali procedure attivate. Il pagamento deve essere effettuato in un'unica soluzione”. Le altre date da memorizzare sono il 15 marzo e il 30 giungo. Andando più nello specifico, Equitalia ricorda che il 15 marzo è il giorno fino al quale la riscossione dei debiti interessati alla definizione agevolata resta sospesa. Mentre il 30 giugno è il giorno entro il quale l’ente incaricato della riscossione invierà una comunicazione di avvenuta estinzione del debito ai contribuenti che hanno pagato entro la deadline di febbraio, l’invio avverrà mediante posta ordinaria. In merito alle modalità di pagamento, inoltre, Equitalia spiega che sarà “possibile effettuare il versamento in tutti gli sportelli di Equitalia, negli uffici postali tramite bollettino F35, indicando tassativamente nel campo 'Eseguito da' la dicitura 'Definizione Ruoli - L.S. 2014'. Per la corretta ricezione del pagamento, si consiglia di utilizzare un bollettino F35, completo di codice fiscale, per ognuna delle cartelle/avvisi che si vuole pagare in forma agevolata”.

I crediti con la Pubblica Amministrazione 

Equitalia ha, infine, vagliato anche il caso dei contribuenti che vantano crediti dalla Pubblica Amministrazione. In detta ipotesi, il soggetto interessato dovrà preventivamente verificare la presenza di debiti con lo Stato di importi superiori a 10 mila euro. Il contatto diretto con i contribuenti interessati è stato voluto da Equitalia per consentire loro di saldare le cartelle/avvisi avvalendosi del pagamento agevolato entro la scadenza e permettere alla PA di procedere al pagamento del credito nei tempi previsti senza risentire di eventuali ritardi dovuti ai tempi tecnici legati alle operazioni della definizione agevolata.

Obbligo di POS per i professionisti: a breve il decreto attuativo

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            L’ obbligo del POS per gli studi professionali sarebbe già dovuto entrare in vigore il 1° gennaio 2014, ma è stato posticipato a causa della mancata emanazione dei decreti attuativi che, in ogni caso, potrebbero arrivare nel giro di qualche settimana.

            Il Ministero dello Sviluppo economico avrebbe già predisposto una bozza di decreto, che ora attende il parere favorevole della Banca d’Italia e del Ministero dell’Economia.

            In attesa dei decreti attuativi che sanciranno l’entrata in vigore dell’obbligo, anche per gli studi professionali, di dotarsi di POS per consentire ai clienti il pagamento tramite bancomat.

            Si tratta di un’ulteriore misura di contrasto al fenomeno dell’evasione fiscale anche se  ad oggi, è già previsto dall’ art. 49 del DLgs. 231/2007) il divieto di utilizzo di denaro contante per il pagamento di importi pari o superiori ai mille euro.

             Il nuovo obbligo, comunque, risulterà certamente oneroso dal momento che, una volta installato, il POS avrebbe un costo medio intorno ai 100 euro, nonché  un canone mensile di circa 30 euro e il pagamento di una commissione su ogni transazione fino al 3%.

            Si evidenzia che la disciplina, pur essendo di natura sicuramente prescrittiva, non collega alla violazione dell’obbligo alcun tipo di sanzione. Anche se su questo argomento andrebbero acquisite informazioni precise e circostanziate.

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