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Introdotto l'obbligo di pagamento tracciabile per i canoni di locazione degli immobili

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            La legge di Stabilità appena varata prevede che dal 1 gennaio 2014 i canoni di locazione dovranno essere corrisposti mediante strumenti di pagamento tracciabili (es. assegno, bonifico o carta di credito), indipendentemente dall’importo degli stessi.

            I comuni avranno funzioni funzioni di monitoraggio sui contratti di locazione abitativa in essere: a tal fine, questi ultimi, potranno altresì ricorrere al registro di anagrafe condominiale, ove, come noto, sono annotati i dati relativi agli inquilini degli immobili.

L’obbligo dello strumento tracciabile

            Il divieto all’utilizzo di contanti è obbligatorio indipendentemente dal superamento della soglia di euro 999,99 prevista dalla disciplina antiriciclaggio, per tutti i contratti di locazione ad uso abitativo, comprese le locazioni transitorie, quelle stipulate con studenti e quelle turistiche.

            La modifica introdotta dalla Legge di stabilità 2014 non riguarda invece i contratti di locazione ad uso commerciale, per i quali rimane fermo il limite dei 999,99 euro, e gli alloggi di edilizia residenziale pubblica.

Le agevolazioni connesse alle detrazioni IRPEF

            La Legge di stabilità 2014 richiede la tracciabilità dei pagamenti “anche ai fini della asseverazione dei patti contrattuali per l’ottenimento delle agevolazioni e detrazioni fiscali da parte del locatore e del conduttore”.

In questo caso, il riferimento sia da ricondursi alla detrazione d’imposta prevista per i contratti di locazione, ma anche alla determinazione del nuovo Isee, nel quale rilievo essenziale assume la proprietà o la locazione della casa di abitazione.

Le sanzioni previste in caso d’inadempimento

            In caso di mancxata osservanza delle disposizioni suddette in tema di tracciabilità dei pagamenti dei canoni di locazione, si ritengono applicabili le sanzioni previste in tema di violazioni alle disposizioni sulla circolazione del contante di cui al decreto antiriciclaggio.

            Ai sensi dell’art. 58 del D.Lgs. 231/2007 è pertanto applicabile la sanzione amministrativa pecuniaria dall'1 per cento al 40 per cento dell'importo trasferito.

Ultimo aggiornamento Martedì 07 Gennaio 2014 15:55

Aumentata la misura degli acconti IRPEF, IRES ed IRAP

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Il DL 76/2013 ha provveduto a rincarare la misura degli acconti ai fini delle imposte dirette e dell’IRAP.

Acconti fiscali 2013

            Tra le altre scadenze fiscali del 2 dicembre ci sono gli acconti fiscali, quindi acconto Irpef, acconto Ires, acconto Irap, che sono  stati adeguati attraverso gli incementi che sono di seguito meglio evidenziati.

Acconto Irpef 2013

            L’ acconto Irpef 2013, passerà da 99 al 100% dell’imposta con conguaglio sul secondo acconto che dovrà essere versato il 2 Dicembre.

Acconto Ires 2013

            Il 2 dicembre 2013 le società di capitale ed enti equiparati dovranno versare l’acconto Ires 2013, che aumentato dal 100% al 101%.

Acconto Irap 2013

            In scadenza il 2 dicembre prossimo anche l’acconto Irap 2013, l’imposta regionale sulle attività produttive che è aumentato dal 99% al 100%.

Ivie

            Tra le altre scadenze fiscali sempre del 2 Dicembre 2013 si ricorda l’appuntamento con l’Ivie e l’Ivafe. L’Ive, l’imposta sulle case all’estero o meglio sul valore delle case all’estero, è stata introdotta dal Governo Monti.

Cedolare secca

            Il 2 Dicembre, infine, anche per chi ha scelto l’opzione al regime della cedolare secca sugli affitti. L’imposta in tal caso, specie per chi ha scelto un affitto a canone concordato, è sceso dal 19 al 15 per cento, da versare o in un’unica soluzione o in due rate, scadenti una  a giugno e una a dicembre, nella misura del 60%.

Saldo Imu 2013

            Tra le scadenze fiscali di dicembre 2013 il 16 per l’esattezza, quella più incerta, e quindi quella più attesa, riguarda il versamento del saldo Imu. Se da una parte è certa l’abolizione dell’Imu prima casa, meno sicuro è lo stop al pagamento Imu seconda casa, terreni, negozi, etc. Si è ancora in attesa di sapere le decisioni definitive del Governo.

 

Da domani aliquota IVA al 22%

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 Da domani aumenta l’aliquota IVA dal 21 al 22%.

Nessuna variazione si applicherà a quei beni soggetti ad IVA al 10% ed al 4%.

Circa la decorrenza della nuova aliquota si ricorda che rileva il momento in cui l’operazione posta in essere si considera effettuata ai fini Iva, pertanto:

Per le cessioni di beni in linea di principio, salvo alcuni casi particolari, valgono i seguenti criteri:

a)      le cessioni di beni mobili si considerano effettuate all'atto della consegna o spedizione

b)      le cessioni di beni immobili si considerano effettuate all'atto della stipulazione del contratto a effetti reali (non vale il contratto preliminare).

Se però gli effetti costitutivi o traslativi si realizzano in un momento successivo rispetto ai suddetti eventi, la cessione si considera effettuata nel momento in cui tali effetti si producono (ma non oltre un anno per la consegna di beni mobili.

Le prestazioni di servizi si considerano effettuate all’atto del pagamento (e nella misura in cui esso avviene). Non ha alcuna rilevanza l’avvenuta esecuzione, in tutto, o in parte della prestazione.

Per le operazioni non ancora concluse si deve tenere conto delle seguenti regole generali:

  1. Per pagamento di acconti: sugli acconti si applica l'aliquota vigente a tale data, mentre la variazione si riferisce alle fatture a saldo;
  2. fatturazione anticipata: se la fattura precede la consegna del bene o il pagamento del corrispettivo, sull'importo fatturato si applica l'aliquota vigente alla data di emissione della fattura;
  3. consegna con fattura differita: è rilevante la data della consegna del bene per cui anche la successiva fattura, emessa entro il 15 del mese successivo, segue la vecchia aliquota esistente alla data della consegna;
  4. nota di variazione: per eventuali note di credito emesse facoltativamente si segue l'aliquota vigente alla data dell'operazione cui si riferisce la variazione

 Alla luce di quanto sopraesposto la nuova aliquota del 22% si applica alle:

a)      cessioni di beni mobili consegnati dal 1° ottobre 2013, se non già fatturate o pagate precedentemente;

b)      cessioni di immobili stipulate dal 1° ottobre 2013, se non già fatturate o pagate precedentemente;

c)      prestazioni di servizi pagate dal 1° ottobre 2013, se non già fatturate precedentemente.

 Al contrario l’aliquota al 21% si applica:

1)      cessioni di beni mobili consegnati prima del 1° ottobre 2013, anche se fatturate dopo;

2)      prestazioni di servizi fatturate prima del 1° ottobre 2013, anche se pagate dopo;

3)      le note di variazione che saranno emesse in relazione a operazioni effettuate prima del 1° ottobre 2013.

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