Convalida della DDL e/o dichiarazione del lavoratore obbligatoria per le dimissioni PDF Stampa E-mail
Scritto da amministratore   
Giovedì 11 Ottobre 2012 13:11

A seguito dell’entrata in vigore della L. n. 92/2012, le dimissioni del dipendente non sono più un atto unilaterale libero.

A partire dal 18 Luglio 2012 L’art. 4 della L. 92/2012, ai commi 17-22, prevede che, in generale, l’efficacia delle dimissioni presentate dal 18 luglio 2012 sia “sospensivamente condizionata” al rispetto, da parte del lavoratore, in alternativa, dei seguenti adempimenti:


1) effettuazione della convalida presso la Direzione territoriale del Lavoro o il Centro per l’impiego ovvero presso le sedi individuate dai contratti collettivi (in attuazione di tale norma, lo scorso 3 agosto Confindustria, CIGL, CISL e UIL hanno sottoscritto un accordo interconfederale, prevedendo che la convalida delle dimissioni possa essere validamente effettuata anche “in sede sindacale”);


2) sottoscrizione di una dichiarazione apposta in calce alla ricevuta di trasmissione della comunicazione telematica di cessazione del rapporto di lavoro, inoltrata dal datore di lavoro ai Servizi competenti tramite il modello UNILAV.

Qualora, poi, il lavoratore non si attivi per garantire l’efficacia delle proprie dimissioni, il datore di lavoro, che voglia rendere efficace l’atto di recesso, entro 30 giorni, deve invitare il dipendente a presentarsi presso le sedi idonee per perfezionare la convalida ovvero a sottoscrivere la dichiarazione, attraverso una comunicazione scritta, cui deve essere allegata la ricevuta di trasmissione del suddetto modello e che può essere consegnata anche personalmente al prestatore.

A questo punto, il lavoratore, entro 7 giorni dall’invito (sovrapponibili al periodo di preavviso), può:


a) aderire alla convalida o sottoscrivere la dichiarazione, facendo acquisire efficacia alle dimissioni;


b) non aderire all’invito, dando luogo in ogni caso, per espressa previsione di legge, alla risoluzione del rapporto;


c) revocare, con comunicazione scritta, le dimissioni, facendo valere il proprio diritto al ripensamento.

In tale ipotesi, il contratto di lavoro, se interrotto per effetto dell’atto di recesso, torna ad avere corso normale dal giorno successivo alla comunicazione di revoca. Allo stesso modo, trascorsi i 30 giorni, l’inerzia sia del lavoratore che del datore di lavoro nel trasmettere la comunicazione contenente l’invito priva di ogni effetto le dimissioni e determina la prosecuzione del rapporto lavorativo.

 

 

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