La Corte Costituzionale decreta l'illegittimità della mediazione civile obbligatoria PDF Stampa E-mail
Scritto da amministratore   
Giovedì 25 Ottobre 2012 10:40

La Corte Costituzionale ha accolto l’eccezione sollevata dal Tar del Lazio con l’ordinanza del 12 Aprile 2012 dichiarandone l’“illegittimità costituzionale”.

Vi è da rilevare che una legge, anche se dichiarata incostituzionale, continua ad esplicare i suoi effetti per quei rapporti costituitisi prima della sentenza della Corte Costituzionale per il principio di legalità.

La stessa legge dovrà essere, invece, disapplicata per i rapporti non ancora costituiti o in corso di perfezionamento.

La norma che è stata dichiarata illegittima è l’art. 5 del DLgs. 28/2010, ma nella parte in cui si prevede l’obbligatorietà della mediazione per determinate materie. Rimane, quindi, in piedi tutto il resto dell’impianto normativo, così come il DM 180/2010 e le successive disposizioni legislative (ovviamente, laddove non vi sia un richiamo al predetto art. 5, come ad esempio l’art. 8 DLgs. 28/2010 che prevede una sanzione per chi non partecipa al procedimento “senza giustificato motivo”).
Da oggi in poi, pertanto, non è più obbligatorio e non è più condizione di procedibilità depositare una domanda di mediazione per una controversia in materia di affitto d’azienda, successione, ecc. Vuol dire che i giudici non potranno più rinviare il processo per mancato avvio del procedimento di mediazione obbligatoria. Ma vuol anche dire che tutte le mediazioni sino ad oggi concluse hanno perfetta efficacia e validità.

La Consulta ha deciso che l’art. 5 del DLgs. 28/2010 è illegittimo solo in relazione all’art. 77 Cost. e, quindi, perché non rientra nella delega conferita dal Parlamento con la L. 60/2009.
Si può ritenere molto probabile, pertanto, che il Governo reintrodurrà la mediazione obbligatoria con decreto legge. E ciò non sarebbe in contrasto con quanto ora deciso dalla Corte.

 

 

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