La fattura semplificata PDF Stampa E-mail
Scritto da amministratore   
Giovedì 27 Dicembre 2012 11:54

La legge di stabilità, recentemente varata, evidenzia nuove regole per la fatturazione è stato introdotto, infatti, un nuovo art. 21-bis, dedicato alla cosiddetta “fattura semplificata”.

Si tratta di un documento semplificato che tende a risolvere i reciproci problemi di emissione/ricezione sia da parte del cedente (venditore) che da parte del cessionario (acquirente). Può essere utilizzata soprattutto negli esercizi al minuto che si trovano a vendere prodotti di esiguo ammontare (bar, ristoranti, cartolerie, tabaccherie, ferramenta etc…) dove generalmente la fattura viene emessa su esplicita richiesta del cliente e spesso tale operazione rappresenta una complicazione.

Dal 1° gennaio 2013, entrano in vigore le nuove regole per la fatturazione semplificata che il cedente o prestatore potrà emettere in caso di operazioni (o storno di operazioni tramite emissione di nota di credito) di ammontare non superiore a 100 euro. Si tratta peraltro di un limite che, a norma del comma 3 dello stesso art. 21-bis, può essere anche derogato tramite apposito decreto del Ministero dell’Economia e delle finanze: detto limite potrà essere innalzato sino a 400 euro, ovvero ancora potrà essere disposto che per alcuni settori e per alcuni soggetti per i quali l’emissione della fattura risulta essere adempimento particolarmente gravoso, tale semplificazione possa essere introdotta senza alcun limite di importo.

La novità fondamentale è legata al fatto che essa potrà indicare solo il codice fiscale e/o la partita IVA del committente e il corrispettivo incassato senza indicazione separata dell’imponibile e dell’IVA.

L’utilizzo della fattura semplificata riguarderà la generalità delle operazioni con alcune esclusioni; tale opportunità è infatti negata:

- per le cessioni intracomunitarie di cui all’art. 41 del DL n. 331/1993;

- per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi, diverse da quelle aventi carattere finanziario, effettuate nei confronti di un soggetto passivo che è debitore dell’imposta in un altro Stato membro dell’Unione europea.

La fattura semplificata dovrà contenere i seguenti elementi essenziali:

-          1) Solo codice fiscale e/o partita IVA del committente.

-                      In luogo dei dati identificativi del cessionario o committente stabilito in Italia (ditta, denominazione o ragione sociale, nome e cognome, residenza o domicilio del soggetto cessionario o committente), è necessario soltanto il codice fiscale o il numero di partita IVA del medesimo, mentre, qualora il cessionario o committente sia stabilito in un altro Stato membro dell’Unione europea, è possibile indicare soltanto il numero di identificazione IVA attribuito da detto Stato membro.

-          2) Corrispettivo pagato al lordo dell’IVA

-                      Non è necessario indicare la base imponibile dell’operazione e la relativa imposta; per adempiere all’obbligo dell’individuazione dei valori da contabilizzare, è infatti sufficiente l’indicazione del corrispettivo complessivo e dell’imposta in esso compresa, ovvero dei dati necessari per calcolarla. Pertanto, pare possibile indicare il corrispettivo lordo della transazione (quindi IVA compresa) e l’aliquota dell’IVA applicabile (necessaria per lo scorporo a posteriori).

 

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