Il panorama fiscale delle partecipazioni societarie ha subito un importante e rapido mutamento. Con l’approvazione del Decreto-legge 27 marzo 2026, n. 38, il Governo è intervenuto per correggere una delle norme più discusse della recente legge di Bilancio 2026, ripristinando un regime di maggior favore per le società partecipanti.
La “stretta” della legge di Bilancio 2026
La legge di Bilancio 2026 (legge 199/2025) aveva introdotto una significativa limitazione alla tassazione dei dividendi e alle plusvalenze in regime Pex (Participation Exemption). Nello specifico, la norma prevedeva che l’esclusione dalla formazione del reddito (volta a evitare la duplice tassazione in capo alla partecipata e alla partecipante) potesse applicarsi esclusivamente in presenza di determinati requisiti dimensionali della partecipazione:
- Un possesso nel capitale non inferiore al 5%;
- In alternativa, un valore fiscale della partecipazione non inferiore a 500.000 euro.
Questa disposizione avrebbe colpito duramente le partecipazioni di minoranza, aumentando il carico fiscale complessivo sulle catene societarie.
L’abrogazione e il ritorno al passato
Il nuovo decreto fiscale, in vigore dal 28 marzo 2026, ha risposto alle critiche del settore abrogando integralmente la suddetta restrizione.
Grazie a questo intervento, il regime di esclusione dei dividendi e la Pex tornano a essere accessibili indipendentemente dalla quota di capitale detenuta o dal valore fiscale della partecipazione. L’obiettivo dichiarato è quello di preservare la neutralità fiscale e prevenire la doppia imposizione economica sui medesimi utili.
Come viene finanziata la misura?
Per garantire la copertura finanziaria necessaria all’abrogazione della “stretta” su dividendi e Pex, il legislatore ha previsto un aumento di un’imposta indiretta che grava sui conti correnti:
- Imposta di bollo per soggetti diversi dalle persone fisiche: Per le società e gli enti, l’imposta di bollo sulle comunicazioni relative ai conti correnti e ai libretti di risparmio sale da 100 euro a 118 euro.
- Persone fisiche: Resta invariata la situazione per i risparmiatori privati, che continueranno a corrispondere l’imposta di bollo nella misura vigente di 34,20 euro.
Conclusioni per le imprese
Questo dietrofront legislativo rappresenta una notizia positiva per le società che gestiscono portafogli di partecipazioni frammentate o di modesta entità. Il ripristino del regime precedente semplifica la gestione fiscale e garantisce che i flussi di dividendi non subiscano prelievi ingiustificati durante il trasferimento tra società.