Le imprese italiane si trovano ad affrontare un nuovo aggravio burocratico e gestionale a causa dell’estensione a otto anni dei termini per i controlli e il recupero degli aiuti di Stato a carattere fiscale, previsti dal Dlgs 81/2025. La nuova norma introduce importanti modifiche al sistema di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate, prolungando i tempi a disposizione dell’amministrazione finanziaria per richiedere la restituzione delle agevolazioni indebitamente fruite.
Estensione dei termini: cosa cambia
La novità normativa interviene sugli articoli 38-bis e 43 del DPR 600/1973, introducendo i commi 1-bis e 2-bis, e stabilisce due principali modalità di recupero, ciascuna con una propria decorrenza temporale:
- Atto di recupero: riguarda gli aiuti fruiti tramite crediti d’imposta. Dovrà essere notificato entro il 31 dicembre dell’ottavo anno successivo a quello di fruizione o violazione.
Esempio: un credito fruito nel 2021 potrà essere oggetto di recupero fino al 31 dicembre 2029. - Avviso di accertamento: relativo agli aiuti fiscali indicati in dichiarazione dei redditi. Il termine massimo di notifica è il 31 dicembre dell’ottavo anno successivo alla presentazione della dichiarazione.
Esempio: un aiuto inserito nella dichiarazione del 2022 (anno d’imposta 2021) potrà essere contestato fino al 31 dicembre 2030.
Entrambe le scadenze sono significativamente più lunghe rispetto ai consueti cinque anni previsti per le contestazioni ordinarie.
Maggiori oneri per le imprese
Questa estensione comporta conseguenze pratiche rilevanti per le aziende:
- Incremento della due diligence interna: le imprese devono verificare se gli aiuti ricevuti rispettavano, al momento della fruizione, tutte le condizioni previste dalle normative specifiche.
- Conservazione prolungata della documentazione: sarà necessario mantenere intatti tutti i documenti giustificativi, comprese istanze, allegati e comunicazioni ufficiali, per un periodo molto più lungo.
- Controllo dei massimali: particolare attenzione va posta al calcolo degli aiuti nel rispetto della soglia de minimis e della normativa sull’“impresa unica”.
Focus sui contributi Covid e Ucraina
La misura assume particolare rilievo alla luce dei numerosi aiuti concessi tra il 2020 e il 2022 durante l’emergenza Covid, nonché dei successivi incentivi legati al conflitto in Ucraina. L’Agenzia delle Entrate sta già avviando controlli attraverso lettere di compliance, come previsto nel provvedimento n. 244832/2025 del 5 giugno, rivolto a verificare eventuali errori nella compilazione dei prospetti degli aiuti di Stato nelle dichiarazioni.
Cosa devono fare le imprese
Le aziende sono chiamate ad attuare una strategia di controllo strutturata, che comprenda:
- Una mappatura completa degli aiuti richiesti e ricevuti negli ultimi anni
- Una verifica della regolarità formale e sostanziale delle agevolazioni
- Il confronto con i massimali applicabili secondo le regole europee
- La conservazione ordinata della documentazione fino alla naturale scadenza degli otto anni
Conclusione
Il nuovo quadro normativo rende più stringenti le responsabilità degli operatori economici in materia di aiuti di Stato. Una corretta gestione documentale e una due diligence efficace diventano essenziali per evitare contestazioni future e per garantire la piena compliance fiscale nei confronti dell’amministrazione finanziaria.