Il quadro normativo in materia di rendicontazione di sostenibilità si aggiorna con nuove tempistiche: il decreto legge Economia n. 95/2025 ha modificato il calendario per l’entrata in vigore degli obblighi sui bilanci di sostenibilità, allineandosi alla recente direttiva europea 2025/794, nota come “stop the clock”.
Nuove Tempistiche: Chi Rende Conto e Quando
Le nuove disposizioni prevedono un rinvio degli obblighi di reporting di sostenibilità (CSRD) per molte imprese. Ecco come cambia il calendario:
- Grandi imprese di interesse pubblico con oltre 500 dipendenti e le società madri di gruppi di grandi dimensioni dovranno continuare a redigere il bilancio di sostenibilità a partire dagli esercizi 2024, come già previsto.
- Altre grandi imprese e società madri che non rientrano nei criteri di interesse pubblico vedranno slittare l’obbligo al 1° gennaio 2027, con due anni di tempo in più rispetto alla scadenza originaria del 2025.
- Le PMI quotate (escluse le microimprese) saranno soggette all’obbligo dal 1° gennaio 2028, anziché dal 2026.
È importante sottolineare che la direttiva europea non modifica la platea delle imprese obbligate alla rendicontazione, anche se una proposta parallela della Commissione Europea suggerisce di limitare l’obbligo alle imprese con oltre 1.000 dipendenti.
Verso una Semplificazione degli Standard
Il rinvio delle scadenze si accompagna anche a un tentativo di semplificare gli standard ESRS (European Sustainability Reporting Standards). Il 31 luglio 2025, l’EFRAG — l’organismo tecnico della Commissione Europea — ha pubblicato le bozze dei nuovi standard, riducendo la quantità di informazioni richieste.
È stata aperta una consultazione pubblica fino al 29 settembre 2025, per raccogliere osservazioni da parte di aziende, auditor, investitori e autorità nazionali. L’obiettivo è arrivare a una versione definitiva semplificata degli ESRS, da sottoporre poi alla Commissione UE per l’adozione.
Un Quadro Normativo in Evoluzione
La ridefinizione dei tempi e dei contenuti rappresenta un passaggio importante per consentire alle imprese di adeguarsi gradualmente alle nuove regole europee sulla sostenibilità, in un’ottica di maggiore realismo e sostenibilità anche sul piano normativo. Mentre gli obblighi restano confermati per le imprese di maggiori dimensioni, l’attenzione si sposta ora sulla qualità e proporzionalità delle informazioni richieste, per garantire un processo di transizione sostenibile anche dal punto di vista organizzativo e operativo.