Con l’apertura della stagione dichiarativa e la disponibilità della dichiarazione precompilata a partire da oggi, 30 aprile 2026, è fondamentale fare il punto sulle nuove regole relative alle detrazioni per i familiari a carico. Le modifiche normative introdotte hanno ridefinito sensibilmente i soggetti che permettono di accedere ai benefici fiscali, limitando il raggio d’azione rispetto agli anni passati.
I requisiti reddituali e i limiti di età
Per essere considerati fiscalmente a carico, i familiari devono aver posseduto nel corso del periodo d’imposta un reddito complessivo uguale o inferiore a 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili. Questo limite è elevato a 4.000 euro per i figli di età non superiore a 24 anni.
Nel computo del reddito devono essere inclusi anche:
- i redditi dei fabbricati assoggettati a cedolare secca;
- le mance per i lavoratori del settore privato;
- i redditi prodotti dai contribuenti che applicano il regime forfettario.
Chi rientra nel “nuovo” perimetro delle detrazioni
A partire dal 2025, il perimetro dei soggetti per cui è possibile richiedere la detrazione si è ristretto. Attualmente, le agevolazioni spettano esclusivamente per:
- il coniuge (non legalmente ed effettivamente separato);
- i figli di età compresa tra i 21 e i 30 anni (non compiuti);
- i figli con disabilità accertata di età superiore a 30 anni;
- gli ascendenti (genitori o nonni) purché conviventi con il contribuente.
È importante ricordare che per i figli sotto i 21 anni la detrazione è stata sostituita dall’Assegno Unico Universale erogato dall’Inps. Pertanto, i figli tornano a generare una detrazione fiscale solo dal compimento del ventunesimo anno, per poi perderla definitivamente al compimento dei 30 anni (salvo i casi di disabilità).
I soggetti esclusi dalle novità normative
La normativa ha rimosso la possibilità di beneficiare delle detrazioni per una serie di figure che in precedenza erano ammesse, anche se conviventi. Di seguito una sintesi dei principali esclusi:
| Soggetti non più detraibili dal 2025 |
| Coniuge legalmente ed effettivamente separato |
| Discendenti dei figli (nipoti) |
| Generi e nuore |
| Suocero e suocera |
| Fratelli e sorelle (anche unilaterali) |
Inoltre, le detrazioni non spettano ai contribuenti privi di cittadinanza italiana, UE o di uno Stato aderente allo Spazio Economico Europeo, in riferimento ai propri familiari residenti all’estero.
La distinzione tra detrazioni per carichi e detrazioni per oneri
Un punto di estrema rilevanza riguarda la distinzione tra la detrazione teorica per il familiare a carico (che per i figli è di 950 euro, da riparametrare in base al reddito) e la detrazione per gli oneri sostenuti.
Anche se un familiare non rientra più tra i soggetti che danno diritto alla detrazione per “carico di famiglia” (come un fratello convivente o un figlio minore di 21 anni), il contribuente può comunque portare in detrazione o deduzione le spese sostenute nel loro interesse (spese mediche, istruzione, abbonamenti ai trasporti). La condizione essenziale rimane il rispetto del limite reddituale (2.840,51 euro o 4.000 euro per i giovani fino a 24 anni).
Conclusioni e soglie di reddito elevate
Ricordiamo infine che le detrazioni per carichi di famiglia sono soggette al meccanismo di riordino per i contribuenti con redditi complessivi superiori a 75.000 euro. In queste fasce di reddito, l’effettivo beneficio fiscale può subire riduzioni progressive, rendendo ancora più necessaria una pianificazione fiscale accurata e una verifica puntuale dei documenti da presentare in sede di dichiarazione dei redditi.